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Tanja, ha 626 amici su Facebook: gira il mondo per andare a conoscerli tutti!

giugno 27th, 2013Notizie Incredibili0 Comments »

 

Tanja-Hollander-200x200STATI UNITI – L’idea le è venuta a Capodanno del 2010, quando si è ritrovata a mandare messaggi  istantanei su Facebook a un amico che stava a Giacarta e a scrivere una lettera vera, di carta, a un altro che si trovava in Afghanistan. Entrambi importanti, conosciuti in epoche diverse, così lontani nel mondo. Allora ha dato un’occhiata alla lista dei suoi contatti sul social network. Malgrado fossero più di seicento, stava trascorrendo l’ultimo giorno dell’anno da sola in una casa del Maine con il computer acceso. La domanda non l’ha più abbandonata: «Cosa significhiamo l’uno per l’altra?».

Tanja Hollander, fotografa di 41 anni, ha cercato la risposta sul campo. Ha cioè deciso di andare a conoscere di persona i suoi 626 amici di Facebook, molti dei quali non aveva mai visto in carne e ossa. Forte di un conto in banca da 50 dollari e di una connessione Internet gratuita, ha cominciato a mandare email in lungo e in largo per gli Stati Uniti, ha lanciato una raccolta fondi per pagarsi le trasferte, si è affidata alla provvidenza e ha incrociato le dita. Prima tappa: Washington D.C.. È partito così il progetto: Are you really my friend? Sei davvero mio amico?

«Da lì, era il 2011, ho visitato venti Stati: mi sono spostata in metropolitana, in aereo, in pullman, in treno. Ho fotografato 330 persone, ho guadagnato altri 400 amici. Adesso mi voglio fermare un po’, negli ultimi cinque mesi non ho fatto altro che spostarmi», racconta Tanja. Giura che momenti imbarazzanti non ce ne sono stati, solo la sorpresa di trovare tanta disponibilità. Una coppia ha detto di no, ma per tutelare la privacy. Gli scatti di Tanja, infatti, sono già diventati una mostra itinerante e al termine del viaggio («in un anno o due, dipende se troverò finanziatori per andare all’estero») il suo sogno sarebbe di trasformarli in un libro.

Resta da chiedersi perché nell’era della comunicazione liquida una donna senta il bisogno di riempire una valigia e attraversare gli Stati Uniti per pranzare e cenare con dei quasi sconosciuti. Il che non è affatto un cattivo segnale, anzi. Il punto è che per gli esperti non esiste più la distinzione tra relazioni vere e virtuali. «Si rassegni, io questa separazione non la faccio più. Semmai possiamo parlare di relazioni strette o larghe», spiega il sociologo Alberto Marinelli, docente di Teorie e tecniche dei nuovi media alla Sapienza di Roma, che in Socievolezza 2.0 si è occupato proprio di cosa significa costruire relazioni sui social network. Prosegue: «Ho la sensazione che oggi siamo tutti più cauti nella condivisione dei nostri profili online . Mentre è in corso un processo di trasparenza, favorito per esempio da quelle piattaforme che ci chiedono in quale categoria inserire i nostri contatti. Siamo di fronte a una dimensione inedita dell’amicizia». Tanja Hollander, però, non ha fatto una selezione: ha voluto scoprire cosa ci fosse dietro una biografia e una immagine virtuali. «La fotografa sta facendo quello che vorremmo fare tutti noi: entrare in pezzi di vita degli altri. È diventato il suo obiettivo e anche un lavoro».

Pure Carlo Galimberti, che insegna alla Cattolica di Milano Psicologia sociale della comunicazione, invita a guardare alle relazioni sui social network senza pregiudizi. «Il viaggio di Tanja è la metafora di una sana cultura d’uso dei social network. Le piattaforme digitali devono essere viste come attivatori di circuiti virtuosi: sono uno spazio di incontro mediato che rimanda a luoghi di incontro immediati. In fondo non è cambiato niente nei secoli: la nostra è una ricerca continua di luoghi della socialità».

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